Monumenti di Arezzo |
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Piazza Grande | | Suggestivo scenario della Giostra del Saracino, si apre nel cuore della città medioevale. La sua caratteristica planimetria trapezoidale a superficie fortemente inclinata è racchiusa tra le scarse tracce del palazzo del Comune in cima a via Pellicceria e il palazzo del Popolo, i cui ruderi sono visibili alla sommità di via dei Pileati. Nel corso del Cinquecento la piazza fu ridotta alle dimensioni attuali con la realizzazione, sul lato Nord est, del loggiato vasariano. Il loggiato rappresenta la più profonda alterazione subita dall'impianto urbanistico medioevale della piazza, mentre gli altri tre lati,rimasti pressochè inalterati, offrono un'armonica sintesi dell'architettura toscana dal Duecento al Settecento. Sui lati posti a Sud Est e a Sud Ovest si susseguono edifici e palazzi di carattere civile, adibiti a residenza privata; il lato Nord Ovest, racchiuso tra via Seteria e via G.Vasari, è completamente occupato dall'abside della Pieve di S.Maria, dal palazzo dell' Ex Tribunale e dal Palazzo di Fraternita. | | | | Palazzo delle Logge | | Il Palazzo delle Logge domina la parte alta di piazza Grande, creando una cornice rinascimentale nel cuore della città medioevale. Progettato da Giorgio Vasari nel 1573, l'edificio modificò l'assetto urbanistico della piazza, già alterato dalla rovina del palazzo del Comune e del palazzo del Popolo: la sua realizzazione richiese infatti il ridimensionamento dei vecchi spazi e l'occupazione di un intero lato dell'antica platea communis. Il risultato tuttavia fu di grande equilibrio, grazie alla semplicità delle linee architettoniche ed alla luminosità del lungo porticato, sotto il quale si aprono gli ingressi alle antiche botteghe. Al centro del loggiato, una scalinata mette lo in comunicazione con piazza del Praticino; all'estremità Ovest si apre l'ingresso all'aula della Corte di Assise, ricavata a metà dell'Ottocento dal salone di un teatro cinquecentesco. | | | | Anfiteatro Romano | | Situato nella zona meridionale della 'città murata', è accessibile da Via Margaritone e da Via F.Crispi. Realizzato tra la fine del I e l'inizio del II sec d. C. con blocchi di arenaria, laterizi e marmi, presenta una forma ellittica, a due ordini di gradinate. L'asse maggiore misura m. 121; la capienza raggiungeva, presumibilmente, gli 8 mila spettatori. Ripetutamente saccheggiato, nel corso dei secoli è stato privato dei materiali più preziosi per erigere edifici di culto. Ancora visibili la platea e parte degli ambulacri. Sui resti dell'emiciclo sud è stato costruito nel XVI sec. il Monastero di San Bernardo,oggi sede del Museo Archeologico. | | | | Fortezza Medicea | | La Fortezza Medicea, costituisce un importante esempio di architettura militare cinquecentesca. L'edificio, inserito nella cinta muraria ha pianta pentagonale irregolare e sorge alla sommità della spianata del Prato, costituendo anche un punto panoramico sulla città e sulla vallata. La cittadella sorge probabilmente sull'area dell'antica fortificazione medioevale, che risaliva forse al IX o X secolo. Nel 1319 fu costruito il Cassero di San Donato e nel 1343 gli aretini demolirono la fortezza, poi ricostruita nel 1344. Tra il 1384 e il 1398 la fortezza fu nuovamente demolita dai francesi e ricostruita dai fiorentini, in seguito, durante la rivolta del 1502 contro il dominio fiorentino gli aretini cercarono di abbatterla nuovamente. La Repubblica di Firenze diede ordine però di ricostruirla secondo i principi delle moderne fortificazioni, affidando i lavori a Giuliano e Antonio da Sangallo. Questa fortezza, di forma trapezoidale e non pentagonale come l'attuale, venne però danneggiata intorno al 1530. L'attuale fortificazione fu poi fatta costruire rispettando in parte i disegni originali di Giuliano e di Antonio da Sangallo, tra il 1538 e il 1560 per ordine di Cosimo I de' Medici. Il lavori furono diretti da Antonio da Sangallo il Giovane. La nuova costruzione, su cui si aprivano tre porte, era circondata da un ampio fossato, e comprendeva i bastioni del Belvedere, della Spina, della Diacciaia sul fianco occidentale. All'inizio dell'Ottocento le truppe francesi tentarono di far saltare la Fortezza, per cui nel 1868 venne nuovamente restaurata. A metà dell'Ottocento la fortezza venne acquistata dalla famiglia Fossombroni e nel 1893, per testamento del Conte Enrico, diventò possesso del Comune. Fu adattata a giardino e passeggio per il pubblico, all'interno di uno dei bastioni è stata rinvenuta una porta della fortezza trecentesca, adorna di una notevolissima statua di San Michele Arcangelo, ora conservata nei musei della città. | | |
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