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Descrizione
Alla confluenza del fiume Serchio con il torrente della 'Turrita Secca' , sorge il comune di Castelnuovo di Garfagnana, capoluogo e cuore verde della Garfagnana, nella parte settentrionale della valle del Serchio racchiusa tra i contrafforti montuosi delle Alpi Apuane e dell'Appennino e distante da Lucca e dalla Versilia circa una quarantina di chilometri.Palleroso, Monterotondo, Antisciana, Gragnanella, Cerretoli, Colle e Rontano, sono le caratteristiche frazioni, di antica origine, situate in ambienti paesaggisticamente suggestivi e con sentieri che, attraversando verdi boschi, permettono un tuffo nella natura scoprendo al tempo stesso la storia di una popolazione con i suoi ritmi quotidiani e l'architettura della civiltà rurale.
Storia
La storia di castelnuovo di Garfagnana affonderebbe le sue radici in epoca etrusca e romana, come dimostrano i reperti rinvenuti al confine col comune di Pieve Fosciana. Tuttavia, le prime notizie documentabili sarebbero di epoca longobarda, intorno al 740. Frammentarie sono le notizie relative all'epoca medievale, di sicuro documenti attestano la presenza della Chiesa di San Piero e del Castello, quest'ultimo, in un documento del 1234 ceduto come pegno dai lucchesi alla corte di Roma. Nel Trecento Castelnuovo si afferma come importante centro di transito, vera e propria porta meridionale della valle della Garfagnana. Fu proprio nel 1370 che Castruccio Castracani convinse i castelnuovesi ad insorgere ai padroni lucchesi, e si insediò nella Rocca fino al 1377, anno in cui Lucca ripristinò il proprio dominio: è da collocarsi in questo periodo la costruzione del ponte, voluto da Castruccio per collegare l'esistente castello all'antico borgo di 'Cellabarotti', l'attuale rione di 'Santa Lucia'. Nel 1429, vista l'offensiva di Firenze che stava penetrando in Garfagnana, ed aveva posto sotto assedio la stessa Lucca, Castelnuovo si sottomise volontariamente a Niccolò d'Este di Ferrara, liberandosi così dal dominio lucchese: gli Estensi fecero di Castelnuovo la capitale della neonata Vicaria della Garfagnana, e ricompensarono gli abitanti con diversi privilegi. Dal 1512 fu un susseguirsi di dominazioni, che si conclusero con l' insurrezione, la cacciata del commissario pontificio, l'acclamazione degli Estensi e l'assunzione di Ludovico Ariosto come governatore della città.Castelnuovo rimase estense sino all'avvento delle truppe francesi di Napoleone, che lo aggregò alla Repubblica Cisalpina, per poi annetterlo al Principato di Lucca nel 1805, retto dalla sorella del Bonaparte Elisa Baciocchi.Nel 1814, nel clima della Restaurazione, tornarono gli Estensi, che ressero la città e la Valle fino all'Unità d'Italia, a parte una breve periodo di dominio dei Granduchi di Toscana.Nel 1860 un plebiscito sancì l'annessione di Castelnuovo al nascente Regno d'Italia, inglobati alla provincia di Massa-Carrara, infine 1923 Castelnuovo con il suo circondario fu definitivamente aggregato alla Provincia di Lucca.
Monumenti
Simbolo di Castelnuovo è la Rocca Ariostesca, che domina la piazza Umberto I, detta così per aver ospitato dal 1522 al 1525, il poeta Ludovico Ariosto in qualità di governatore della provincia estense di Garfagnana. Un piccolo presidio esisteva già nel X secolo, ma si può dire che la struttura originaria della Rocca come oggi la conosciamo risale al XII secolo; modificata lungo tutto il Duecento, fu notevolmente ampliata nel primo '300 da Castruccio Castracani, che determinò un allargamento dell'intera cinta muraria del borgo; fu Paolo Guinigi ad ordinare la costruzione dell'imponente torre posta al centro della Rocca, ornata dall'orologio civico, che fu nel tempo adibita anche a carcere; la terrazza che guarda sulla piazza fu eretta nel 1675, in concomitanza con l'apertura dell'arco monumentale di accesso al centro cittadino. Sono andati perduti gli arredi interni, tra cui sono noti gli arazzi che adornavano la 'Sala dei Principi'. Danneggiata durante la seconda guerra mondiale fu in seguito restaurata. Sede di mostre ed eventi culturali, ospita nelle sue sale il Museo archeologico, nel quale si conservano numerosi reperti e testimonianze dei periodi preistorico, liguro-apuano ed etrusco in Garfagnana. Proseguendo la visita del borgo ci si ritrova al Duomo dei Santi Pietro e Paolo. Eretto nel XVI secolo sui resti di una preesistente chiesa romanica risalente all'XI secolo, in età barocca l'interno fu oggetto di profondi cambiamenti, con l'aggiunta di nove altari, con lo sfarzo decorativo tipico dell'epoca. Conserva una splendida pala d'altare in terracotta robbiana raffigurante 'San Giuseppe', attribuita al Verrocchio, una cornice marmorea della bottega del Civitali, una tela di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio raffigurante la 'Madonna con Santi' e il cosiddetto 'Cristo Nero' del XV secolo, scampato all'incendio che colpì la sacrestia nel 1977, oggi conservato nella cappella di San Giuseppe. Altro edificio importante della città è il Teatro Comunale Vittorio Alfieri che con i suoi 510 posti a sedere, il secondo teatro della provincia, dopo il 'Teatro del Giglio' di Lucca. Fu inaugurato la sera del 22 agosto 1860, con il melodramma 'La straniera' di Vincenzo Bellini. Poco distante dal centro di Castelnuovo sorge la Fortezza di Mont'Alfonso ideata, alla fine del ‘500, come estremo presidio difensivo del Ducato di Ferrara a difesa del confine con la Repubblica di Lucca. Realizzata tra il 1579 ed il 1586, fu progettata dall'ingegnere carpigiano Marc'Antonio Pasi. Presidio militare estense nei secoli XVI e XVII, durante la parentesi napoleonica (1805 - 1814) fece parte dei beni del Principato di Lucca e Piombino. Nel 1809, a causa degli enormi costi di manutenzione, la fortezza fu venduta; tornò di proprietà estense nel 1814. Ai primi del ‘900 Mont'Alfonso passò nelle mani di privati, per tornare all'Amministrazione di Lucca nel 1980. Da allora si è proceduti in un’imponente opera di restauro, che vede la Fortezza come uno dei motori del rilancio culturale oltre che economico della Valle nonchè un importante centro di ricerca e di educazione nel campo delle energie alternative.