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Monumenti di Firenze

Duomo

 
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Il Duomo, chiamato anche Cattedrale di Santa Maria del Fiore, con la sua imponente cupola domina il panorama fiorentino. All'epoca in cui Pisa, Lucca, Pistoia, Prato e Siena avevano già le loro maestose cattedrali, nel 1296, la Signoria ne commissionò una anche per Firenze, affidando il compito ad Arnolfo di Cambio. Nel 1348, l'edificio era completo, mancava però la cupola, costruita tra il 1420 e il 1434 da Filippo Brunelleschi. Questa è un vero capolavoro di architettura: costituita da due calotte, una interna avente lo spessore di 4 metri e una esterna , di soli 80 centimetri,le due calotte sono unite da 24 mura di controventatura verticale , 8 delle quali visibili dall'esterno sotto forma di costoni di marmo bianco per un'altezza di oltre 100 metri e un peso di 25000 tonnellate. Affrescata da Giorgio Vasari, raffigura scene del Giudizio Universale: alla maestosa figura del Cristo, visibile dall'interno della chiesa, fa da contrappunto la scena infernale con Satana nella superficie opposta. Nella parte più vicina alla lanterna sono raffigurati i Ventiquattro anziani dell'Apocalisse, interamente dipinti dal Vasari; altre porzioni rappresentano Coro di angeli, Cristo, Maria e i santi, Le Virtù, i doni dello Spirito Santo e le Beatitudini; nella parte inferiore Inferno ed i sette vizi capitali. Questi affreschi, se visti da vicino durante il percorso della salita alla cupola, mostrano le deformazioni prospettiche e di colore usate per ottimizzare la veduta dal basso. La tecnica usata è mista: affresco per il Vasari, tecniche a secco per lo Zuccari, che qui ha eseguito il suo capolavoro.Il Duomo di Firenze è la quarta Chiesa cristiana per grandezza: una superficie di 8300 metri quadrati e 160 metri di lunghezza disseminata al suo interno di ogni magnificenza di opere d'arte. Nella navata sinistra , il grande affresco equestre di Paolo Uccello del 1436 si affianca al vicino affresco di Niccolò da Tolentino opera di Andrea del Castagno, datato1456. Splendide la vetrate alla base della cupola, opera degli artisti più famosi del XIV secolo e la porta in bronzo della Sagrestia Nuova. Qui il 26 aprile del 1478 Lorenzo il Magnifico trovò scampo alla congiura dei Pazzi, nella quale morì suo fratello Giuliano.Una scala sulla destra del portone principale porta ai resti della chiesa paleocristiana di Santa Reparata, riportati alla luce nel 1966 , che ospita anche la tomba del Brunelleschi. Le mura della cattedrale sono rivestite in marmo bianco di Carrara e in marmo verde, come pure il vicino Battistero. Il campanile, progettato da Giotto ( 1334 - 1359 ) e rivestito con marmi di colore bianco , rosso e verde, decorato con 54 bassorilievi della scuola di Andrea Pisano , è considerato fra i più belli d'Italia.
 

Battistero di San Giovanni

 
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A pianta ottagonale, in marmo bianco , il Battistero affianca l'imponente edificio del Duomo e rappresenta il più antico edificio religioso della città e fu dal 1059 al 1128 la Cattedrale di Firenze. All'interno ritoviamo i grandi mosaici bizantini del soffitto e dell'abside e il pavimento intarsiato.Di notevole rilievo sono i tre portali in bronzo, il più famoso è quello orientale , rivolto verso il Duomo,la cosiddetta 'Porta del Paradiso', per realizzarla, la bottega di Lorenzo Ghiberti, lavorò dal 1426 al 1452. La porta più antica è però quella sul lato meridionale sulla quale Andrea Pisano rappresentò le virtù cardinali e teologali.
 

Chiesa di Santa Maria Novella

 
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Primo edificio gotico di Firenze (1246-1300 ), la parte inferiore, in marmo bianco e verde risente del romanico del Battistero, mentre la parte superiore, rinascimentale, è dell'architetto Leon Battista Alberti. All'interno i grandi cicli di affreschi ritraggono cittadini fiorentini e consentono di tracciare un quadro della vita dell'epoca (XV sec.) , da ammirare: 'Storie della Vergine' di Domenico Ghirlandaio, il 'Giudizio Universale' di Nardo di Cione, 'Trinità di Maria e di San Giovanni' di Masaccio, dipinto poco prima di morire nel1428. Vi sono inoltre, il pulpito di Filippo Brunelleschi, il Crocifisso di Giotto di Bondone e il Chiostro Verde, completamente dipinto da Paolo Uccello, con scene della 'Creazione'. Molte delle decorazioni della chiesa sono state rimosse nel corso del tempo, a volte distrutte a volte spostate nel vicino Museo dell'Opera del Duomo, come le magnifiche cantorie di Luca della Robbia e di Donatello, a causa dei restauri ottocenteschi dell'architetto Baccanti, che coprì di intonaco bianco le pareti.
 
Chiesa di Santa Croce
Santa Croce ( 1294-1385) è la Cattedrale Francescana di Firenze, edificata dai francescani per ospitare il numero sempre crescente di fedeli. Con una lunghezza di 115 metri e una navata centrale larga 38 ,è la chiesa più ricca di opere d'arte della città. Gli affreschi della Cappella dei Bardi e dei Peruzzi, di fianco all'altare maggiore, eseguiti da Giotto fra il 1316 e il 1330, sono considerati i più belli dell'epoca. Dopo l'alluvione dell'Arno, nel novembre del 1966, la Chiesa rimase sommersa per diversi metri e molte opere d'arte vennero perse per sempre, altre, solo in parte restaurate, come l'inestimabile Crocifisso ligneo di Cimabue del 1287 che si trovava sopra il coro e spostato oggi nel museo della chiesa. 278 monumenti funebri, risalenti ai secoli XIV - XIX, hanno in Santa Croce la loro sistemazione, vi sono infatti lapidi di personaggi illustri, quali : Galileo, Machiavelli, Michelangelo, Ghiberti, Rossini, e molti altri, nonchè un cenotafio a Dante Alighieri col quale Firenza volle onorare il poeta.
 

Piazza della Signoria

 
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Non è solo la più bella piazza di Firenze, ma sicuramente una delle più belle d'Italia. Delimitata a sud dalla Loggia dei Lanzi e dalla Galleria degli Uffizi , a nord da Palazzo Uguccioni e ad est dal Tribunale dei Mercatanzai, dalla facciata decorata dagli stemmi delle 21 arti. Sul lato sinistro della piazza è presente il monumento equestre di Cosimo I de'Medici, opera del Giambologna. Accanto alla Fonte del Nettuno di Bartolomeo Ammannati,una lapide indica il punto in cui furono condannati al rogo il monaco domenicano Girolamo Savonarola e due suoi seguaci. Di fronte alla facciata di Palazzo Vecchio si trovano la copia del 'David' di Michelangelo, il cui originale è esposto nella Galleria dell'Accademia, 'Ercole e Caco', di Baccio Bandinelli e il gruppo bronzeo 'Giuditta e Oloferne' di Donatello, il cui originale è conservato all'interno del palazzo.
 

Galleria degli Uffizi

 
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L'edificio fu costruito verso la metà del Cinquecento da Giorgio Vasari e terminato dal Buontalenti per volere di Cosimo I de' Medici, il quale intese riunire in un unico edificio tutti gli uffici cittadini in modo da concentrare in quel luogo il potere centale del nascente Granducato. Alla morte di Cosimo, il figlio Francesco I decise di utilizzare le logge superiori del palazzo per raccogliervi le opere d'arte collezionate dalla famiglia nel corso del tempo. Nel 1743 Anna Maria Luisa de' Medici , dispose nel suo testamento che questi tesori dovessero rimanere alla città di Firenze per sempre. 8000 metri quadrati di superficie per un totale di 45 sale colme di ogni magnificenza di opere d'arte. Circa 1500 capolavori collocati secondo ordine cronologico di artisti non solo italiani. Tra i capolavori presenti nella galleria ricordiamo la 'Primavera' e la 'Nascita di Venere' del Botticelli , la 'Battaglia di San Romano' di Paolo Uccello, l''Annunciazione' e l''Adorazione dei Magi' di Leonardo da Vinci.
 
Galleria dell'Accademia
Con la fondazione nel 1784 e nei locali dell'Ospedale di San Matteo e del Convento di San Niccolò di Cafaggio, dell'Accademia di Belle Arti, da parte del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, riunendo varie istituzioni tra le quali, l'antica Accademia delle Arti del Disegno, venne realizzata anche la Galleria dell’Accademia, un museo destinato ad accogliere le opere di proprietà della scuola d’arte. Fra queste era il gesso del Ratto delle Sabine del Giambologna.Con la soppressione, alla fine del Settecento per opera del duca e nel 1810 ad opera di Napoleone, di numerosi ordini monastici, vennero incorporati numerosi dipinti antichi e venne al contempo aperta una sezione di arte moderna. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del Novecento la Galleria, separata nell’amministrazione dall'Accademia di Belle Arti, subì un progressivo riordinamento che portò al trasferimento ad altri musei dei dipinti antichi e a Palazzo Pitti della collezione di arte moderna.Nel 1906 venne acquistato il San Matteo di Michelangelo e, dal 1909, vennero trasferite le quattro sculture dei Prigioni, provenienti dalla grotta del Buontalenti nel Giardino di Boboli.Recente è l'allestimento del Salone dell'Ottocento, dove sono gessi di Lorenzo Bartolini e di altri maestri del XIX secolo legati all'Accademia di Belle Arti.Nuove sale sono state aperte per collocare la cosiddetta raccolta dei fondi oro, dipinti su tavola risalenti al XIII, XIV e XV secolo.Dal 1996, grazie ad un accordo con l'attiguo Conservatorio musicale Luigi Cherubini, fa parte della galleria anche il Museo degli strumenti musicali. La Galleria dell'Accademia si trova in via Ricasoli 58-60. Nonostante vi siano al suo interno innumerevoli opere d’arte, il museo deve la sua popolarità soprattutto alla presenza del David di Michelangelo,disposto nella sala dal 1873,realizzato fra il 1501-04 e proveniente da Piazza della Signoria.L’opera , dell’altezza di 4,10 metri è collocata in una tribuna absidata, opera di Emilio de Fabris.
 

Palazzo Vecchio

 
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Palazzo Vecchio si trova in Piazza della Signoria ed è la sede del comune della città. Al suo interno il palazzo ospita un museo che espone fra l'altro opere di Agnolo Bronzino, Michelangelo Buonarroti, Giorgio Vasari, ecc.Chiamato in origine Palazzo della Signoria, ha assunto nei secoli nomi diversi: da Palazzo dei Priori a Palazzo Ducale, secondo i diversi ordinamenti governativi instauratisi nella città. Il nome Vecchio lo assunse nel 1565 quando la corte del Duca Cosimo I si spostò nel 'nuovo' Palazzo Pitti. La sua costruzione risale alla fine del XIII secolo,quando la città di Firenze decise di costruire un palazzo in modo da assicurare ai magistrati un'efficace protezione in quei tempi turbolenti, ed al contempo celebrarne l'importanza. Il palazzo è attribuito a Arnolfo di Cambio, che iniziò a costruirlo nel 1299. Da allora fu la sede della Signoria, ovvero del consiglio cittadino,pur essendo oggi un Museo ,rappresenta ancora il simbolo politico della città. Al suo esterno si possono ammirare le copie del Marzocco e la Giuditta e Oloferne (1455-60 ), entrambe opere di Donatello, i cui originali sono conservati al Bargello, e la Giuditta dentro il palazzo. Una copia del David di Michelangelo è presente nella piazza, fiancheggiato dall'Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. Sotto gli archi del ballatoio nel 1353 vennero dipinti una serie di stemmi che simboleggiano alcuni particolari aspetti della Repubblica fiorentina. La torre del Palazzo fu costruita verso il 1310 quando il corpo del palazzo era quasi terminato. Posta sulla facciata , si appoggia solo in parte alle murature sottostanti..Alta circa 94 metri, la torre poggia su una casa-torre preesistente appartenuta ai Foraboschi o, secondo altre fonti, ai Della Vacca, per questo non è centrata sulla facciata, ma spostata verso il lato sud. Il corpo della torre, oltre alle scale, presenta un piccolo vano denominato l'Alberghetto dentro il quale vennero tenuti prigionieri, tra gli altri, Cosimo il Vecchio di ritorno dall'esilio e Girolamo Savonarola prima .Sulla sommità si trova una grande banderuola a forma di Marzocco che tiene l'asta sormontata dal giglio fiorentino: si tratta di una copia, l'originale può essere ammirato nel secondo cortile del palazzo.Il grande orologio fu originariamente costruito dal fiorentino Nicolò Bernardo, ma rimpiazzato nel 1667 da uno realizzato da Giorgio Lederle di Augusta e montato da Vincenzo Viviani, che è tutt'ora funzionante.All’interno del Palazzo si può ammirare il Salone dei Cinquecento che è uno dei più ampi e preziosi saloni in Italia.Questa sala imponente ha una lunghezza di 54 metri ed una larghezza di 23,fu costruita nel 1494 da Simone del Pollaiolo e in seguito allargata da Vasari. Sulle pareti sono realizzati grandi affreschi che descrivono le battaglie ed i successi militari di Firenze su Pisa e Siena.Il soffito è realizzato con 39 pannelli costruiti e dipinti da Vasari ,rappresentanti 'Importanti episodi della vita di Cosimo I', i quartieri della città e la città stessa. Le sei statue lungo le pareti che rappresentano le Fatiche di Ercole sono opera di Vincenzo de' Rossi.Nella nicchia centrale c'è il famoso gruppo marmoreo di Michelangelo ‘Il genio della Vittoria ‘(1533-1534), originariamente preparato per la tomba di papa Giulio II. Le altre stanze del primo piano sono i ‘Quartieri monumentali’. Nel quartiere di Leone X sono presenti affreschi che celebrano la genealogia della famiglia Medici, e prendono il nome da una delle sale più famose, quella dedicata appunto al primo papa mediceo. I dipinti sono opera di Giorgio Vasari, di Giovanni Stradano e di Marco da Faenza.Uno scalone monumentale, progettato dal Vasari, porta al secondo piano. Questo piano contiene il Quartiere degli Elementi, un tempo zona privata di Cosimo I e dedicati a Aria, Acqua, Terra e Fuoco, e il Quartiere di Eleonora, un tempo abitato da Eleonora di Toledo. Chiude i quartieri di Cosimo la Terrazza di Saturno, bellissimo loggiato aperto panoramicamente affacciato su Firenze, che permette la vista verso sudovest: Piazzale Michelangelo, Piazza Santa Croce con l'basilica e il Forte Belvedere. Non meno spettacolare è la Sala dei Gigli al cui centro è disposto il gruppo bronzeo di Donatello ‘Giuditta e Oloferne’, interessante è anche la Sala del Mappamondo, con armadi ornati da cinquantatrè carte geografiche dell’epoca.
 
Musei di Palazzo Pitti
Il nucleo dell’imponente palazzo fu fatto costruire nel 1457 dal mercante Luca Pitti e nel 1546 venne acquistato dalla moglie di Cosimo I, Eleonora di Toledo. Il palazzo, la cui facciata è larga 205 metri e alta 36,fu residenza dei Granduchi di Toscana fino al 1865 e quando Firenze divenne capitale d’Italia fu la residenza di Vittorio Emanuele II. Oggi Palazzo Pitti ospita sette fra Musei e collezioni d’arte. La raccolta dei dipinti dei Granduchi, nell’ala sinistra del palazzo, forma il nucleo della Galleria Palatina, e rappresenta la pinacoteca più importante di Firenze dopo gli Uffizi. Le ternta stanze del primo piano ospitano capolavori di Tiziano, Raffaello, Tintoretto, Giorgine, Rubens, Caravaggio, Velasquez e Van Dyck. Ancora al primo piano è possibile ammirare i sontuosi appartementi reali.Al secondo piano si trova invece la Galleria d’Arte Moderna , aperta nel 1860, al suo interno sono custodite all’incirca 2000 opere della pittura toscana dei secoli XVIII-XX. Il Museo degli Argenti, ubicato nelle stanze che videro il sontuoso matrimonio di Federico II con Vittoria della Rovere, contiene l’argenteria dei Medici, oltre ad oggetti decorati con pietre preziose. La Meridiana, nel Giardino di Boboli rappresenta la sede dalla Galleria del Costume,con abiti che vanno dal XVIII secolo fino a quelli famosi degli stilisti dei giorni nostri.