Monumenti di Livorno |
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Fortezza Vecchia | | La Fortezza Vecchia rappresenta il nucleo storico più antico di Livorno attorno al quale la città si è sviluppata ed ampliata , essa racchiude in se le origini dell’antico insediamento. Si hanno testimonianze di insediamenti risalenti all’età del bronzo e del ferro, e reperti di epoca etrusca e romana. Durante il Medioevo la Rocca, situata nelle immediate adiacenze del Porto Pisano, era costituita da una torre di forma quadrata, ampliata poi da una seconda torre circolare, alla quale fu unita in seguito mediante la ‘Quadratura dei Pisani’,ossia quella cinta di mura denominata oggi anche ‘Rocca Nuova’. Nel XVI secolo, i Medici iniziarono lavori di ampliamento e trasformazione. Il Granduca Cosimo I volle costruire per se una residenza che fu situata al di sopra della Quadratura dei Pisani e l’attuale Palazzo Mediceo per il suo seguito. Col subentrare del Casato dei Lorena nel Settecento, la Fortezza Vecchia assunse carattere prettamente militare, i bastioni furono dotati di aperture e bocche per i cannoni.Con la seconda guerra mondiale gran parte dell’edificato andò distrutto ma i recenti lavori di restauro stanno restituendo pian piano la fortezza alla città.La struttura della fortezza è asimmetrica e presenta tre bastioni : l’Ampolletta, la Canaviglia e la Capitana.L’antico ingresso principale presenta i resti di un cortile con pilastri ottagonali e archi a tutto sesto dal quale ci si immette al piano superiore, dove è possibile ammirare il Mastio di Matilde, il Palazzo di Francesco I, la Chiesa di San Francesco ed altri edifici che dominano il bastione.Alcune rampe collegano i vari bastioni e la Quadratura dei Pisani insinuandosi lungo la Darsena Vecchia. | | |  |
Fortezza Nuova | | Le origini della Fortezza Nuova risalgono alla fine del Cinquecento, all’interno di un progetto dell’architetto Buontalenti commissionatogli dal governo mediceo al fine di donare un nuovo assetto urbanistico alla città di Livorno. Il disegno originario non prevedevauna fortezza vera e propria, bensì una cinta muraria di forma pentagonale caratterizzata dalla presenza di cinque bastioni e di un sistema di fossi che racchiudeva l’abitato ricongiungendosi alla Fortezza Vecchia. Nel 1589 il progetto fu poi modificato per realizzare l’attuale fortezza, ricavata utilizzando e modificando all’occorrenza il Bastione di San Francesco e quello di Santa Barbera. Verso la fine del Seicento la fortezza fu in parte smantellata per fare posto a nuove aree edificabili, ed infine i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne distrussero la maggior parte della struttura . I resti della fortezza sono posizionati all’interno di uno specchio d’acqua collegato alla terraferma da un sistema di ponti alcuni dei quali mobili. Le sue mura sono un classico esempio di architettura militare . Dall’ingresso principale si accede ai piani superiori che vedono la presenza degli antichi edifici di servizio. Oggi ospita un panoramico parco pubblico con vista su Piazza della Repubblica. | | |  |
Il Fosso Reale e i canali livornesi | | Il Fosso Reale è l’antico fossato che un tempo perimetrava la città ed aveva allora una funzione difensiva secondo il progetto originario del Buonatalenti voluto dai Medici ed attuato nel XVI secolo. Si trattava di un abitato dalla forma pentagonale ,integrato nell’abitato preesistente con fossati e bastioni. Il progetto ci mise un po’ a decollare e i lavori, iniziati nel 1577 ebbero un impulso considerevole soltanto una decina di anni più tardi con l’apporto di alcune modifiche. Nel 1609, sotto Cosimo II dè Medici, bastioni e fossi erano ormai completi. Nonostante le modifiche apportate al sistema di fossi e canali,essi rendono ancora bene l’idea del sistema difensivo di un tempo. In seguito, l’esigenza di ottenere nuove aree edificabili portò alla costruzione del quartiere della Venezia Nuova e, verso la fine del XVII secolo, l’abbattimento di parte della Fortezza Nuova per lasciare il posto a nuovi edifici del quartiere Venezia. Nel XIX secolo i bastioni della Fortezza furono abbattuti e al loro posto sorsero nuovi edifici nonché l’attuale Piazza Cavour e La Piazza della Repubblica. Da questo stravolgimento urbanistico vennero fuori dei nuovi terreni edificabili che videro la nascita di alcune tra le più belle dimore toscane e eleganti alberghi, come l’Albergo del Nord , Palazzo Maurogordato, il Palazzo dell’Aquila Nera,parzialmente distrutto durante la seconda guerra mondiale e il Palazzo Reggio. Tra le due piazze sorse il Mercato delle Vettovaglie, una delle più interessanti testimonianze di architettura di fine Ottocento. Attualmente questa zona è utilizzata per il ricovero delle numerose imbarcazioni che affollano i canali livornesi, ma non per questo ha perso la sua suggestiva bellezza, sottolineata ogni anno dalla manifestazione Effetto Venezia. | | |  |
Piazza della Repubblica | | La piazza della Repubblica tra le più caratteristiche piazze di Livorno, crocevia delle principali arterie cittadine e a ridosso del fosso imperiale e ancora oggi uno snodo importante di viabilità urbana nonché un luogo di grande suggestione. Il progetto iniziale della Piazza risale al XIX secolo, quando fu necessario congiungere i nuovi quartieri al vecchio borgo fortificato. Luigi Bettarini, ideatore del nuovo progetto prevedeva la realizzazione di una volta sul fosso reale che racchiudesse una piazza ovale perpendicolare alla via Ferdinanda, ora via Grande; lo stesso progetto prevedeva la soppressione dei bastioni. La piazza fu edificata e furono innalzate al suo interno le due statue del Granduca di Lorena Ferdinando III, opera di Francesco Pozzi e del Granduca Leopoldo II eseguita da Paolo Emilio Demi, statua che sarà sostituita, durante i moti Risorgimentali del 1849, da quella realizzata da Emilio Santarelli ed in seguito collocata in Piazza XX settembre. La Piazza, nota ai livornrsi anche col soprannome di Voltone, fu inizialmente dedicata alla dinastia dei Lorena e quindi denominata Piazza dei Granduchi, in seguito dedicata a Carlo Alberto fino all’anno 1946, quando, dopo il referendum fu ribattezzata Piazza della Repubblica. | | |
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