Storia di MassaPosta in una conca, circondata dalle montagne, la città di Massa vanta origini Romane, anche se importanti ritrovamenti attesterebbero la presenza di insediamenti umani già in era paleolitica e neolitica. Sarebbe il risultato degli insediamenti sorti in prossimità del fiume Frigio, 'ad taberna Frigidas', come cita la 'Tabula Puntigeriana' contenente gli itinerari terrestri tra il II e IV secolo d.C.,località di sosta per i viandanti che percorrevano la via consolare Aemilia Scauri. Il vero e proprio abitato tuttavia risalirebbe all'Alto Medioevo, è dell'882 un documento in cui si parla di un borgo di nome 'Massa Prope Frigium'.Inizialmente il suo nome sarebbe stato Massa Lunense, essendosi sviluppata dopo la decadenza dell'antica Luni, in seguito Massa del Marchese, dai Marchesi Malaspina, poi Massa Cybea, dalla casata genovese dei Cybo-Malaspina ed infine nell'800 , Massa Ducale, dopo l'annessione al Ducato di Modena. Attorno all'anno mille, sotto il governo degli Obertenghi, iniziò la costruzione della rocca e del castello. Oggetto di continue contese, la città passò dal dominio pisano a quello fiorentino e lucchese, e fu proprio sotto la dominazione lucchese del condottiero Castruccio Castracani, Signore della Vicaria della Lunigiana, che il castello fu dotato di una cinta muraria, corredata da tre torri, un ponte levatoio ed una zona adibita a dimora. Le contese terminarono allorché, nel 1442, Alberico I Malaspina, marchese di Fosdinovo, dette inizio alla dinastia familiare che governò il Marchesato per circa un secolo. Nel 1519 il casato dei Malaspina si unì a quello genovese dei Cybo,casato del Papa Innocenzo VIII, grazie al matrimonio di Ricciarda Malaspina con Lorenzo Cybo. La fusione diede ben presto eccellenti risultati e il Marchesato, con Alberico Cybo, figlio di Ricciarda, attraversò un periodo ricco di innovazioni e un notevole impulso amministrativo ed economico alla città. Massa Cybea, così ribattezzata, fu oggetto di numerosi interventi per l’arredo urbano, che utilizzarono in gran parte il marmo delle vicine cave e che divenne non solo una delle maggiori fonti di ricchezza dello Stato, ma anche la materia prima per la costruzione di edifici di pregevole fattura visibili tutt’ora nelle piazze e nei palazzi più prestigiosi del centro, come il portale monumentale dell’ingresso del giardino ducale di Camporimaldo. Nel 1568 ad Alberico sarà conferito il titolo di principe del Sacro Romano Impero e, dopo mezzo secolo l’Imperatore Ferdinando II innalzerà Massa al rango di città. Nel 1623, alla veneranda età di 94 anni, Alberico Cybo morì e così il trono passò al nipote Carlo I, da lui al figlio Alberico II e quindi a Carlo II. A lui e alla sua consorte, Teresa Pamphili, si deve la definitiva sistemazione del Palazzo in cui spiccano il Grottesco con la monumentale fontana del ‘ Nettuno ‘, la Cappella, affrescata da Natale Pellegrini, e la splendida alcova, opere tutte del prediletto architetto Bergamini, ancora grazie a lei venne costruita la splendida villa campestre della Rinchiostra. Dopo un breve governo del figlio Alberico III morto a 43 anni e uno sventurato malgoverno del fratello Alderano, toccò alla figlia Maria Teresa, sposa del Principe Ercole Rinaldo d’Este al quale si deve una nuova rinascita economica e commerciale del regno ed una regolamentazione della produzione e del commercio del Marmo. Alla sua morte, nel 1790, le subentrò la figlia Maria Beatrice, sposa dell' arciduca austriaco Ferdinando,che tuttavia fu costretta ad abbandonare il Regno con l’avvento della Rivoluzione Francese. Nel 1806 il distretto di Massa e Carrara fu aggregato al Principato di Lucca dove Napoleone insediò la sorella Elisa Baciocchi, che destinò il Palazzo Ducale a propria dimora di vacanze. Durante questo periodo vi fu una trasformazione dell'assetto urbano,fra le varie trasformazioni la demolizione dell'antica pieve di S. Pietro ove vennero piantati numerosi aranci che costituiscono la realizzazione dell'attuale Piazza Aranci. Dopo il Congresso di Vienna, con la caduta di Napoleone, Massa fu restituita a Maria Beatrice che la arricchì di importanti opere pubbliche: un nuovo acquedotto, un ospedale ed una strada di collegamento con Carrara, un nuovo ponte sul fiume Frigio, l’erezione della Collegiata di S. Francesco a Cattedrale. Con la morte di Maria Beatrice iniziò un periodo contrassegnato da forti contrasti tra le dominazioni estensi e le nuove aspirazioni liberal-nazionali che sfociarono a volte anche in tentativi di insurrezione. Con il plebiscito del 1859 Massa aderì al Regno di Sardegna e iniziò per la città un periodo di grande sviluppo economico e commerciale. I suoi confini si allargarono fuori dalla cinta muraria che venne gradualmente distrutta. Verso la fine dell’ ‘800, la nascita del turismo balneare vide lo svilupparsi di un nuovo nucleo urbano, l’attuale Marina di Massa, con il suo viale litoraneo arricchito dalle eleganti dimore borghesi e dalle ville stile liberty. Ancora oggi il turismo costituisce una fra le principali ricchezze della zona e trasforma Massa, nel periodo estivo, in una città di vacanza e divertimento. Nel corso della seconda guerra mondiale la città e la sua popolazione subirono gravi perdite ed ingenti danni, ma il valore della sua gente è stata la valida motivazione per l’assegnazione della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito il giorno 1 febbraio 2006 alla città ed ai suoi abitanti con le seguenti motivazioni: ‘Città strategicamente importante, situata sulla linea gotica, fu oggetto di atroci rappresaglie e rastrellamenti e di devastanti bombardamenti che causarono la morte di centinaia di concittadini e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione, costretta all'evacuazione, dovette trovare rifugio sulle montagne e nei paesi vicini, tra stenti e dure sofferenze. Partecipava generosamente alla guerra partigiana e con dignità e coraggio affrontava, col ritorno alla pace, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale. 1944/1945 – Massa.’ |
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