Monumenti di Pistoia |
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Cattedrale di San Zeno | | Il centro di Pistoia è rappresentato dalla Cattedrale, sia per la sua posizione centrale nella città che per la sua importanza storica e religiosa. Accostata agli altri edifici della piazza ( Campanile, Palazzo dei Vescovi e Battistero) rappresenta un quadrilatero architettonico di notevole impatto visivo. Non sono certe le sue origini, ma si suppone che, alla fine del VI secolo già esistesse una Cattedrale, essendo Pistoia già sede vescovile. L’impianto attuale a tre navate risale al X secolo e, nell’alternarsi di incendi e terremoti, fu sottoposta a continue ricostruzioni ed alterne modifiche, fino a giungere alla forma attuale, risalente al XII secolo, di Romanico pisano-lucchese, con la caratteristica bicromia. Tra coloro che vi hanno lasciato la loro impronta artistica vanno ricordati: da Guglielmo per il pulpito e la recinzione presbiteriale,Buono di Bonaccolto per l’architrave del portale centrale,il leggio e un altare della Madonna, Nicola Pisano per l’altare della Cappella di San Jacopo e l’acquasantiera, Coppo di Marcovaldo e suo figlio Salerno per gli affreschi della stessa cappella e la tavole del coro. Il portico ( 1379-1449) presenta varie fasi costruttive, prezioso il loggiato dal soffitto a lacunari e la lunetta del portale centrale con ‘La Madonna col Bambino’, in terracotta invetriata, di Andrea della Robbia. All’esterno, sulla sommità del tetto vi sono le statue di San Zeno e San Jacopo,di Andrea Vaccà. Nella navata destra si apre la Cappella del Giudizio o di San Jacopo, già esistente nel 1144 e realizzata per accogliere le reliquie del Santo provenienti da Santiago,essa accoglie gli affreschi di Giovanni da Ponte . Da questa si accedeva alla Cappella dè belli arredi,dove si trovavano i principali documenti della città. Sulla parete sud vi è il celebre ‘Monumento a Cino da Pistoia’ attribuito a Giovanni di Agostino e suo figlio. Poco distante è collocata ‘La Croce’ con ‘Storie del Vangelo’ di Coppo di Marcovaldo e suo figlio.Ma il vero capolavoro è rappresentato dall’ ‘Altare argenteo di San Jacopo’ che , negli sfarzi della sua progressiva realizzazione ( 1287-1456),contiene in sé secoli di storia della città. Ad esso hanno lavorato , in momenti successivi gli orafi : Andrea di Iacopo d’Ognabene, Francesco Nicolai e Leonardo di ser Giovanni, Piero d’Arrigo Tedesco, Giglio Pisano ed altri. Dietro l’Altare si trova l’arazzo dell’ ‘Adorazione’, straordinaria manifattura fiamminga del XV secolo.I frammenti di un ‘Giudizio Universale’ di Giovanni da Ponte , dei primi del XV secolo, si ritrovano nell’accesso da una porta della navata destra. Domenico Passignano è presente nelle volte affrescate ,Gregorio Pagani e Benedetto Veli nella ‘Discesa dello Spirito Santo’ e nell’ ‘Ascensione’ e Cristofano Allori nella ‘Resurrezione’.Nella ‘Cappella della Madonna di Piazza’ i cui arredi sono,con ogni probabilità, della bottega di Andrea del Verrocchio,è di rilievo la ‘Sacra Conversazione con i Santi Giovanni Battista e Donato’per la sua straordinaria qualità pittorica e per le soluzioni prospettiche e artistiche che vi compaiono. Sono stati proposti quali autori dell’opera il Verrocchio, Leonardo da Vinci e Lorenzo di Credi,è infine a quest’ultimo che sembrerebbe appartenere l’intera autografia. A metà della navata un Altare di Leonardo Marcacci contiene la miracolosa Madonna della Porrine, mentre , si deve ancora al Verocchio il ‘Monumento del Cardinal Niccolò Forteguerrieri’,che, alla morte dello scultore, nel 1488, fu terminato da Lorenzo di Credi. La sua collocazione nella Cattedrale avvenne soltanto nel 1493, nel 1514 fu sistemato e completato da Lorenzo Lotti, nel 1753 fu spostato nella prima campata e Gaetano Masoni si occupò di dargli degna sistemazione. Sottoposto a restauro nel 1996 appare in tutto lo splendore per la cromia azzurra e per l’intaglio delle figure, il ‘Cristo’ e l’’Angelo’ in particolare, attribuite alla mano del Verocchio. | | |  |
Palazzo dei Vescovi | | Il Palazzo dei Vescovi si trova a destra della Cattedrale. Edificato nel IX secolo per ospitare la canonica e la sede vescovile,nel corso dell’XI fu ampliato secondo le esigenze di questa convivenza e diede luogo ad una residenza separata per il vescovo costituita da un edificio occupante la zona antistante e laterale alla Cattedrale. Agli inizi del 1200 fu edificata la scala esterna che conduce al piano superiore. E’ qui che si trova la Sala Sinodale, affrescata con ‘Scene di Battaglia e di Torneo’. Nel secolo seguente lo scalone fu inglobato nel complesso dell’edificio al fine di renderne più omogenea la struttura, vi furono anche aggiunte le quattro arcate ogivali, ulteriori ampliamenti si ebbero in seguito fino a raggiungere l’ attuale configurazione . Fra il 1163 e il 1170 fu costruita la sacrestia di San Jacopo, dove per anni è stato custodito il Tesoro di San Jacopo, memorabile è il furto ai danni di quest’ultimo tentato nel 1294 che meritò anche una citazione dantesca e fu considerato vero e proprio sacrilegio. La piccola Cappella situata sopra la sacrestia custodisce affreschi dei secoli XIII e XIV: ‘Storie di San Nicola’ e ‘Scene di Martirio degli Apostoli’.Nel 1786, il Vescovo Scipione dè Ricci vendette l’edificio che acquistato da privati divenne abitazione civile, perdendo così, in seguito a svariate ristrutturazioni,la sua forma medievale. I restauri del palazzo hanno portato alla luce l’architettura originaria nonchè reperti di origine etrusca, romana e dell’alto medioevo. Non a caso il percorso archeologico della città comprende l’attuale edificio , che tra gli oggetti , gli arredi e le opere d’arte, costituisce un itinerario di grande suggestione. | | |  |
Battistero di San Giovanni in Corte | | Sul lato meridionale della piazza del Duomo è posizionato il Battistero di San Giovanni in Corte, uno dei massimi monumenti del gotico toscano.Davanti all’antica Cattedrale sorgeva già dagli inizi del XII secolo una Chiesa dedicata al Battista della quale tuttavia non restano tracce, se non per il fonte battesimale quadrato del 1226 di Lanfranco da Como che ancora si conserva al centro della struttura attuale risalente al secolo successivo. Esso presenta diversi motivi ornamentali: losanghe, rosoni, forme geometriche e vegetali, l’intaglio e il rilievo plastico, che lascia supporre l’intervento di èpiù autori della bottega di Lanfranco, mentre dello stesso Lanfranco sono sicuramente il fronte con i Simboli degli Evangelisti’ e con ‘Protomi Antropomorfe e Zoomorfe’.Agli inizi del Trecento il Battistero originario fu distrutto e ad esso sostituito quello attuale. I lavori iniziarono nel 1312, nel 1320 essi erano a tal punto avanzati da richiedere già il rivestimento marmoreo. I lavori termineranno nel 1358 – 59 e a Cellino di Nese è corrisposta la figura di capomastro nonché la realizzazione del pulpito esterno con la ‘Testa del Battista’. E’ invece ancora incerto l’autore della scultura nella lunetta sul portale, la ‘Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni e Pietro’e delle quattro formelle dell’architrave con ‘Storie del Battista’. Trasformazioni si ebbero nel corso dei secoli successivi: l’inserimento dell’altare ligneo e dorato nel 1622 e la scultura con San Giovanni Battista di Andrea Vaccà nel 1724. | | |  |
Campanile | | La torre campanaria è collocata sulla sinistra della Cattedrale e rappresenta il simbolo civile e religioso della città. Bisogna dire che già in un documento del 998 è citata la presenza, nella città di una torre di guardia che si pensava contenuta nei pilastri del campanile. Tuttavia non ne è stata rinvenuta l’esistenza all’interno dal basamento della struttura campanaria attuale, che risale, invece al XII-XIII secolo. L’edificazione della struttura è avvenuta in diverse fasi, che sembrerebbero aver seguito le tappe di costruzione della Cattedrale, i cui lavori portarono all’elevazione del fabbricato fino ai due piani dove si trovano le due grandi bifore sottolineate da marmi bianchi e neri.Successivamente, entro l’inizio del Trecento furono realizzate le tre logge sovrapposte ad arcate a tutto sesto, rivestite di marmi bicromi.Nessuna comprovata documentazione conferma la notizia del Vasari, secondo cui vi sarebbe una partecipazione di Giovanni Pisano al progetto del Campanile.Ha invece una datazione cinquecentesca la struttura della cella campanaria con le merlature e l’alta cuspide.Nel 1548 fu stabilito che vi fosse posto un quadrante per segnare le ore, in seguito rimosso, e molti stemmi in pietra , tuttora visibili, che rappresentano i diversi podestà che governarono la città. | | |  |
Palazzo Comunale o Degli Anziani | | Il Palazzo Comunale fu edificato, nel 1294 sotto la podestà di Giano della Bella, allo scopo di ospitare gli Anziani e il Gonfaloniere di Giustizia e, a seguito di successive modifiche ha assunto infine l’aspetto attuale nel XIV secolo.L’edificio,che si eleva su due piani, è ispirato a modelli del gotico senese, in particolare per le bifore e trifore della facciata, mentre il portico al pian terreno è di sicura ispirazione padana. Sulla facciata sono presenti tre stemmi medicei e, alla destra del balcone centrale è posta una testa di uomo in marmo nero sormontata da un braccio che impugna una mazza ferrata, che ricordano le imprese di Grandonio de' Ghisleri alle Baleari. Al primo piano del Palazzo si accede mediante un grande scalone Trecentesco in pietra, qui si trova la ‘Sala Maggiore’ con il soffitto ligneo e diverse opere d’arte; la cappella di Sant'Agata, un tempo adibita alle funzioni sacre per i membri del governo comunale, edificata nel XIV secolo e poi ristrutturata nel Settecento, di rilievo sono: il soffitto con l’’Assunta’ di Giuseppe Nicola Nasini (1709),l’altare di Andrea Vaccà (1700) e la pala d’altare con la ‘Madonna col Bambino e i Santi Agata, Eulalia, Jacopo e Zeno’ di Lazzaro Baldi (1700); la ‘Sala Ghibellina’ e le sale adibite a ‘Museo Civico’, mentre in una sala situata al piano ammezzato è presente il Centro di Documentazione sull’opera di Giovanni Michelucci. | | | | Chiesa di San Giovanni Forcivitas | | La Chiesa è dedicata a San Giovanni Evangelista ed è chiamata in questo modo perché situata all’esterno della prima cerchia muraria. Incerta è la data di fondazione, ma tutto lascia pensare che la chiesa sia stata edificata durante la dominazione longobarda, la cui forma originaria sembrerebbe diversa da quella attuale: un edificio di piccole dimensioni dotato di abside semicircolare, di cui, peraltro non vi è rimasta traccia. Nel 1119, il vescovo Ildibrando diede il via alla ristrutturazione dell’edificio, ampliamenti si ebbero nel corso del XII secolo realizzando un allungamento longitudinale e con una sola abside secondo lo stile Romanico Pistoiese. A questo periodo risale anche il chiostro. La facciata nord, a fasce bianche e verdi , datata 1166, e attribuibile al maestro Gruamonte, come anche il bassorilievo dell’architrave della porta d’ingresso con l’’Ultima Cena’.Nel XIV secolo la chiesa subì nuovi ampliamenti e nel 1344 il completamento della facciata est donarno alla chiesa la forma attuale. All’interno è possibile amirare, procedendo in senso antiorario dall’ingresso : l’’Annunciazione’ di Sebastiano Vini ( 1550 ), l’ Acquasantiera, attribuita a Giovanni Pisano, il Pulpito di Frate Guglielmo da Pisa ( 1270), la ‘Madonna col Bambino e San Giovannino’ della scuola di Alessandro Botticelli, ‘Compianto su Cristo morto’ attribuito a David di Pietro e datato 1482, ‘San Sebastiano’ (1540), nello stile del Perugino e di Frà Paolino ,’San Giovanni Evangelista e Storie della sua vita’ di Giovanni di Bartolomeo Cristiani. La scultura policroma in legno rappresentante il ‘Cristo Crocefisso’ alle spalle dell’Altare è del XIII secolo, mentre alla sua sinistra gli ‘Affreschi del Maestro del 1310’ sono degli inizi del XIV secolo e ‘La Madonna con Bambino e Santi di Taddeo Gaddi, del 1350. Proseguendo sulla sinistra,’San Rocco’ di Bernardino del Signoraccio (XVI sec.) e infine la ‘Visitazione o Incontro tra la Vergine e Sant’Elisabetta’, terracotta invetriata di Luca della Robbia del 1445. | | | | Museo Civico | | Il Museo Civico, che ha sede nel palazzo del Comune in Piazz del Duomo, fu istituito nel 1922, pur avendo una storia che risale al 1893, quando, alcune sculture, lapidi e affreschi, urono esposte nella Chiesa di San Francesco. Nellostesso periodo iniziarono a radunarsi nelle sale del palazzo comunale collezioni provenienti da soppresse congregazioni laiche o religiose, che incoraggiarono la decisione di collocare definitivamente qui la raccolta.Era l’anno 1912, bisognerà attendere però il 1922 per l’inaugurazione del Museo. Riordinato nel 1956, nel 1958 sarà trasferito in palazzo Marchetti,per favorire i lavori di assestamento all’edificio, dove rimarrà fino al 1975. Infine, completamente riallestito nelle sale del palazzo degli Anziani e riaperto al pubblico nel 1982. Il percorso del museo ha un ordinamento cronologico e parte dalle due sale monumentali del piano nobile, dove si trovano dipinti datati XIII-XVI secolo, per continuare al secondo piano, con tele che vanno da Seicento All’Ottocento.Vi sono rappresentazioni pittoriche che vanno dalla cultura romanica, rappresentata dalla pala con ‘San Francesco’ oggi attribuita a Coppo di Marcovaldo, alla fioritura della corrente giottesca dei primi del Trecento : ‘Compianto di Cristo’ di Lippo di Benivieni e con il polittico con ‘Madonna e Santi’ del Maestro del 1310.Di notevole rilievo è la serie di grandi tavole d’altare del XVI secolo: le ‘Sacre Conversazioni’ di Lorenzo di Credi, Ridolfo del Ghirlandaio, Gerino Gerini, Bernardino del Signoraccio, Frà Paolino e Bernardino Detti, autore della ‘Madonna della Pergola’.Per quanto riguarda i pittori fiorentini del Seicento, sono presenti :Gregorio Pagani, il Cigoli, Matteo Rosselli, Giovanni da San Giovanni e Giacinto Gimignani, interprete originale del classicismo romano.Circa settanta opere fanno parte della collezione Puccini : dipinti e sculture dal XIV al XVIII secolo,tra cui il trittico con la ‘Vergine in trono con santi e committenti’, assegnato al Maestro di Francoforte. Abbiamo poi la parte Ottocentesca : il ‘Moto del Balilla’ di Emilio Busi-Luigi Asioli e l’’Assassini di Lorenzino dè Medici’ di Giuseppe Bezzuoli.Il Museo si Trova in Piazza del Duomo n.1. Tel.:0573.371296. Apertura: feriali ore 10.00-19.00 ; festivi ore 9.00-12.30 . Chiusura : lunedì | | |
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